Muggiano....... dove ?
Questa è la domanda che siamo soliti ricevere quando spieghiamo ad un
amico, conoscente o parente dove abbiamo la casa e viviamo. Ecco il motivo che
ci ha spinto alla decisione di scrivere alcune considerazioni sul nostro borgo
al fine di chiarire, una volta per tutte, dove si trova Muggiano, per chi non
lo sapesse, quali sono i suoi confini, per chi sa dov’è ma non
dove inizia e finisce e tutta una serie di altre informazioni utili e curiose.
In buona fede crediamo che molte persone non solo del nuovo insediamento sarebbero
in difficoltà nello stabilire i confini del territorio in cui vivono.......
il nostro territorio.
Per raggiungere questo obbiettivo procediamo step by step:
1° quesito: dove si trova Muggiano
“Muggiano è l’ernia del Comune di Milano”.... no,
non siamo impazziti stiamo soltanto osservando la mappa amministrativa milanese
e riportando quanto scritto dall’arch. Romano Juvara in occasione dello
studio d’impatto ambientale del quartiere residenziale di Muggiano. Quella
piccola protuberanza posta nella zona sud - ovest del territorio milanese che
si incunea nei comuni dell’hinterland milanese di Cesano Boscone, Cusago,
Settimo Milanese e Trezzano sul Naviglio.... ecco Muggiano !
Trascurato nelle mappe anche a causa della vocazione fortemente agricola, escluso
per anni da ogni intervento di miglioramento, tagliato fuori da Milano dalla
cerniera della tangenziale Ovest che si innalza quasi come il vecchio muro di
Berlino, in pratica quasi sempre dimenticato in passato dalle Amministrazioni........
questo è Muggiano! Un minuscolo ex comune assorbito nel lontano 1869
da Baggio, allora a sua volta Comune, il quale venne analogamente inglobato
dall’espandersi della Grande Milano.
“Si ma ora non è più così.... c’è il
nuovo quartiere, molta più gente, saremo tutti riconsiderati in meglio”.
Al momento nulla da ribattere su questa osservazione, indubbio che l’unione
fa la forza, ma se vogliamo essere puntigliosi la discriminazione continua.
Infatti “La mappa dei servizi della zona sette di Milano”, recentemente
diffusa dall’Amministrazione Comunale, riportante le indicazioni di tutti
i luoghi appunto ritenuti di servizio ai cittadini ha palesemente trascurato
e tralasciato una vasta zona di Muggiano. “Poco male... tanto di servizi
ce ne sono ben pochi” dirà il solito arguto osservatore; certo,
un dettaglio, ma è sintomatico per indicare con quale rilevanza siamo
considerati.
Vi sembra a questo punto che la battuta sull’ernia sia ancora tale ?
Concedeteci questo onore ma qualche dubbio, a noi, resta.
Muggiano è un posto in cui non c’è una banca, una posta
per il ritiro delle pensioni, molte case sono senza gas ed utilizzano ancora
le bombole con buona pace delle persone anziane che se le devono portare in
casa magari per due piani, non esiste un luogo di aggregazione sociale, oratorio
escluso, non in tutte le residenze arriva la fognatura e molti hanno ancora
le fosse biologiche o pozzi neri, esistono ancora strade senza la pubblica illuminazione......
in compenso c’è il campo nomadi.
Nonostante questi aspetti forse poco piacevoli e, magari curiosi per chi legge
da Milano, molti considerano il nostro borgo come una piccola oasi felice a
tal punto che per nulla al mondo se ne andrebbero. “Ma cosa diavolo state
dicendo.... ?” Certo il bastian contrario non manca mai ma è indiscutibile
che fino a pochi anni orsono, prima del nuovo insediamento, si poteva considerare
Muggiano un paesino dove c’era abbastanza omogeneità tra gli abitanti,
le persone si conoscevano quasi tutte e per strada si salutava praticamente
tutti coloro che si incontravano, come in una grande famiglia. Forse potrà
dar fastidio l’aria campanilistica paesana ma considerate che in molte
zone di Milano non si conoscono neppure i vicini di appartamento e dite poi
se è meglio oppure no! In fin dei conti anche se ci sono pochi servizi
siamo molto vicini a Milano e con un piccolo sforzo abbiamo praticamente tutto....
certo non siamo in un eldorado dorato, ma diciamo la verità, sotto sotto,
servizi a parte, lamentarsi è peccato.
Molto diffusa tra le persone di Muggiano è la parlata: “Oggi devo
andare a Milano.. oppure... io lavoro a Milano” quasi a sottolineare l’appartenenza
ad un’altra realtà! L’influenza dell’ex comune è
ancora molto forte ma rendiamoci conto che è scomparso nel 1869! La mancanza
di centri di aggregazione sociale, oratorio a parte come detto, è forse
il problema maggiore ma ciò che veramente indispettisce i Muggianesi
è l’essere considerati cittadini di serie B no, anzi, C dall’Amministrazione
Centrale. Tutto sommato in questi ultimi anni con il nuovo insediamento qualcosa
è cambiato ma siamo ancora lontani dall’essere trattati come “milanesi”.
Grandissimo rammarico è quello di sentirsi, a volte, discriminati nei
confronti dei nomadi più tutelati e ascoltati dal Comune di Milano di
quanto non possiamo essere noi. Per i nomadi sono stati costruiti servizi, il
campo, l’illuminazione pubblica, hanno praticamente l’immunità
e l’impunità su tutto mentre noi dobbiamo prenderla come viene
e sottostare alle regole. E’ giusto così ? Lasciamo questo argomento
altrimenti entriamo in un campo minato da cui non si può più uscire...
in altre occasioni riprenderemo il discorso.
Nonostante la forte carenza di infrastrutture la maggior parte della gente vive
volentieri a Muggiano in quanto è un posto tranquillo e circondato dal
verde in campagna. Molti Muggianesi sono quasi orgogliosi di essere tali e,
se dovessimo svolgere una serie di interviste per valutare lo stato attuale,
ci potremmo accorgere che, tutti potendo, non lascerebbero questo piccolo borgo.
Forse la maggior parte di persone scontente la si potrebbe trovare tra i nuovi
arrivati, gente magari abituata a vivere in centro che considerano la tranquillità
e la campagna un handicap e vorrebbero tornare indietro.
Perché c’è questa grande sfiducia nei confronti delle Amministrazioni
? Vedere per credere: nomadi, come detto, in testa; nuovo insediamento che era
considerato un toccasana per l’arrivo di alcuni servizi, quali la posta,
la banca, la farmacia, il verde attrezzato invece ha subito fortissimi ritardi,
fermi lavori proprio nelle zone in cui dovevano sorgere i servizi! Come si fa
ad aver fiducia con questi fatti ? Il timore poi le case popolari in costruzione
a cura dell’Aler diventino il ghetto di Milano è molto forte...
come si fa in questa situazione a essere ottimisti?
Marco Rossetti