Le interviste de "Il Rile" - Bruna Brembilla (su Il Rile di ottobre 2005)
Incontro con Bruna Brembilla
Presidente del Parco Agricolo Sud Milano
Il Parco Agricolo, l’idea di portare la sede del Parco nel castello
di Cusago, il fenomeno dell’abusivismo edilizio ed il progetto di collegamento
autostradale tra la Tangenziale Ovest a Cusago e Magenta. Questi gli importanti
temi trattati nell’incontro con l’assessore all’Ambiente
della Provincia di Milano
Questo numero del nostro giornale lo vogliamo un pò diverso dagli altri,
almeno in apertura. Fermiamoci un attimo con le sfide, gli articoli propositivi,
le denuncie, l’amarcord e riproviamo a cercare un dialogo costruttivo
con i politici. Le esperienze passate sono state gioie, come dimenticare la
brillante intervista con l’assessore al Commercio del Comune di Milano
Roberto Predolin, ma anche dolori dopo la presa in giro dell’assessore
Bruno Simini, che quasi un anno fa non volle accogliere la nostra richiesta
di un incontro.
Questa volta abbiamo voluto puntare più in alto in quanto
i temi da trattare sono importanti per il nostro territorio e dobbiamo rivolgere
le attenzioni sempre più al concetto di area metropolitana. Agire localmente
sì, ma con piani di servizi e trasporti molto più a larghe vedute,
soluzioni per problemi globali al fine di non penalizzare solo alcune aree.
In questo sembra che la Provincia di Milano abbia le carte in regola per condurre
il gioco, gestire una leadership al momento mancante. Proprio per le questioni
legate alla gestione del territorio, è importante che un ente sovracomunale
possa assumersi l’onere, in collaborazione con le amministrazioni comunali
locali, di intervenire. Il nostro territorio sarà presumibilmente oggetto
di crescita e recentemente è stato alla ribalta sulla stampa nazionale
per le note vicende di abusivismo edilizio (già denunciate su queste
pagine nel mese di maggio 2005 e riprese da giornali e televisioni nel mese
di agosto e settembre) e per una forte spinta verso la trasformazione del
Parco Agricolo Sud Milano da semplice entità burocratica a qualcosa
di vivo e fruibile da parte di tutti i cittadini. Il Parco stesso potrebbe
essere l’ente, se ben governato, in grado di coordinare alcuni interventi;
questo ha spinto a chiedere un incontro con uno dei principali protagonisti
di queste vicende: l’Assessore Provinciale all'Ambiente, Risorse naturali
e idraulica, Cave nonché presidente del Parco Agricolo Sud Milano,
Bruna Brembilla.
E’ un tardo pomeriggio di metà settembre, le vacanze, anche se
cronologicamente ancora vicine, sono un lontano ricordo ed un cielo grigiastro
accompagnato da una brezza non proprio primaverile, annuncia che l’autunno
è alle porte, pur con qualche settimana di anticipo rispetto la consuetudine.
Il luogo dell’incontro è presso il municipio di Cesano Boscone,
paese che dal 1992 al 2004 Bruna Brembilla ha amministrato con la carica di
sindaca, di consigliera comunale e di Assessore alla Cultura ed alla Pubblica
Istruzione dal 1980 al 1985 e di vicesindaco, con delega ai lavori pubblici
dal 1985 al 1992. Una lunga esperienza sul campo quindi in questo paesone
dell’interland milanese. Il nostro Team è composto da noi due
e da Amadio Facchini, che si fregia del titolo di organizzatore dell’incontro.
Poche formalità, un clima di amicizia e cordialità e ci ritroviamo
seduti attorno ad un tavolo, pronti alla chiacchierata. Un’aria distesa,
tranquilla, l’assessore conosce già il nostro giornale. Il primo
argomento è il Parco Agricolo: secondo noi si sa poco, troppo poco,
delle iniziative di questo ente, sembra infatti che ci sia una carenza di
informazione. Il Parco viene visto come una entità astratta che limita
e pone vincoli mentre dovrebbe al contrario dare un’immagine di salvaguardia
e scoperta del territorio. Solo ultimamente su il ‘Corriere della Sera’
si è letto del famoso bosco di cintura attorno a Milano del quale il
Parco Agricolo costituirebbe una grande parte. ‘Una modalità
per sviluppare il Parco è quella di attivare i cosiddetti Punti Parco.
Pensati come vere e proprie porte di accesso, vi è la possibilità
di reperire informazioni, acquistare prodotti artigianali del luogo e soprattutto
lasciare l’automobile per noleggiare biciclette o partire a piedi o
a cavallo per scoprire le innumerevoli bellezze paesaggistiche. Stiamo comunque
coinvolgendo i giornali locali, e presto lo sarete anche voi, per chiedere
la disponibilità di inserire spazi dedicati alle iniziative del parco
in modo da renderlo un patrimonio fruibile dalla gente strappandolo da quell’abbandono
a cui era stato lasciato negli anni passati. L’attività comunque
c’è: la recente inaugurazione dell’Antica Stazione di Posta
a Corsico (vedi notizia breve su questo stesso numero ndr), un punto Parco
a Rodano, uno a Noviglio, uno a Rosate e - notizia in anteprima questa - il
progetto di spostare la sede principale del parco all’interno del Castello
Visconteo di Cusago con l’idea di farla diventare anche una sede di
educazione ambientale. Questo Comune infatti risulta essere un luogo ideale
data la sua vicinanza alla città di Milano e i molti luoghi di interesse,
chiese, mulini, cascine, agricoltura, Bosco di Cusago, fontanili e piste ciclabili;
sono qui riassunte le tre caratteristiche che il Parco dovrebbe avere: arte,
natura e tradizione’. Quindi presto la sede del parco Agricolo a Cusago?
‘Beh... per ora si tratta di un’idea, una delle alternative in
valutazione. Se la Provincia riuscirà ad esse coinvolta nel progetto
di ristrutturazione del castello, in parallelo con altre realtà ci
potrebbe anche essere la sede ufficiale. Il Parco Agricolo Sud Milano, una
grande intuizione, viene istituito nel 1990 tra 61 Comuni e la Provincia di
Milano, ha vissuto negli ultimi anni un periodo di stasi, che ha prodotto
l'affievolirsi dell’idea di parco. Con la mia nomina ad Assessore all'Ambiente
della Provincia ho desiderato fortemente che mi si delegasse la presidenza
del Parco perché in molti anni, di amministratrice di un comune del
Sud Milano ho condiviso le preoccupazioni per questa decadenza e conosco le
aspettative delle popolazioni di questo territorio. La gente, le organizzazioni
economiche e sindacali, gli agricoltori e le associazioni ambientalistiche,
culturali e sportive oltre che gli enti locali, saranno i soggetti che promuoveranno
la rinascita del Parco Sud. Lo sviluppo di azioni di marketing per pubblicizzare
i percorsi ambientali, ciclabili, culturali, i castelli, le abbazie e i complessi
agricoli, l'incremento di attività di educazione ambientale, l'incentivazione
dell'agricoltura biologica, del turismo e dalla cultura locale, un museo della
storia contadina e il recupero enogastronomico, sono tra i progetti per un
futuro vivace e brioso del Parco’.
Cambiamo argomento: la questione trattata nelle ultime settimane con un diffuso
fenomeno di abusivismo a Muggiano e non solo, sembra aver lasciato l’amaro
in bocca ai più... Esistono gli strumenti per contrastare questa situazione?
‘Gli strumenti ci sono e non ci sono. Nel senso che è necessario
e indispensabile monitorare il territorio per poter intervenire tempestivamente
facendo rispettare la legge e annientando sul nascere questi fenomeni. E’
chiaro d’altro canto che se non si interviene tempestivamente, quando
i giochi sono fatti è difficile far demolire le abitazioni abusive.
I sigilli devono essere posti allo scavo delle fondamenta, le case non si
costruiscono in una notte... sono fandonie. Per questo la Provincia si attiverà
tramite la Polizia Provinciale che verrà potenziata allo scopo per
una efficace attività di controllo e prevenzione dei fenomeni di abusivismo
sul territorio’. Ricordiamo che le competenze per combattere gli abusi
edilizi sono ad appannaggio dei Comuni, ed è per questo che la Brembilla
ha provocatoriamente chiesto al vice sindaco di Milano De Corato la delega
per la gestione degli abusi, proprio sul territorio di Muggiano, al limite
con Cusago, Trezzano e Cesano Boscone. ‘Resta sottointeso che, qualora
dovessero pervenire richieste di sanare abusi all’interno del Parco,
la Provincia e il Parco stesso non daranno mai in nessun caso il benestare’.
Siamo stati recentemente criticati da alcuni cittadini di Muggiano perché
abbiamo affrontato il problema dell’abusivismo edilizio scindendolo
dal problema dei nomadi, pur sapendo tutti che la maggior parte degli abusi
vengono commessi dai ‘figli del vento’. Come è la Sua posizione
rispetto alle relazioni tra i due problemi?
‘I due problemi vanno tenuti separati e vanno assolutamente affrontati
secondo le diverse competenze. Il Parco si costituirà parte lesa nei
confronti dei casi di abusivismo edilizio mentre per il problema nomadi la
Provincia non ha competenze in merito. Se si tratta di nomadi devono essere
nomadi con campi di sosta, non villaggi in cui diventano residenti. Così
si creano dei ghetti.’
Nuovo argomento ora relativo all’autostrada verso la Malpensa. Quale
è la posizione della Provincia e quale quella del Parco Agricolo sul
tema della nuova bretella in fase di progettazione? E come si può sposare
l’idea di un’opera così impattante per l’ambiente
con il Parco?
‘La Provincia di Milano ha espresso in passato (ancora con la vecchia
giunta) un parere positivo rispetto alla nuova opera viabilistica, anche se
la nuova giunta è contraria, mentre il Parco è contrario e lo
è sempre stato. Il problema è molto complesso anche se pare
che non ci siano i fondi per iniziare i lavori. Bisogna scegliere se costruire
la strada vicino alle abitazioni senza ‘sacrificare’ terreni verdi
e in questo caso si creerebbero molti disagi per i cittadini, oppure costruire
la strada lontano dai centri abitati, ma con un maggiore impatto negativo
sul territorio. Bisognerebbe prendere come esempio i paesi del nord Europa
dove sono state costruite autostrade nelle foreste senza che l’ambiente
venisse poi compromesso da tutto ciò che da noi in Italia si teme possa
sorgere a corollario della striscia di asfalto: capannoni industriali e centri
commerciali in serie ininterrotta. Si dovrebbe lavorare tutti assieme per
cercare la soluzione ottimale, senza dare all’ANAS la possibilità
di agire tenendo conto solo delle proprie esigenze di costruttore di autostrade;
l’opposizione al progetto deve essere propositiva con alternative valide
per riuscire a risolvere l’evidente problema del traffico che assilla
l’ovest milanese’.
Sono così trascorse un paio d’ore, respirando un’aria nuova
per noi, quella della Provincia di Milano, che sembra veramente rivolta ad
una crescita coerente. Se è infatti vero che lo sviluppo non si può
arrestare, è anche vero che è necessario operare in modo che
sia sostenibile con l’ambiente. Purtroppo questo non tutti lo capiscono...
Questa deve essere una filosofia corretta. Il fatto che l’assessore
Bruna Brembilla abbia una lunghissima esperienza in un’amministrazione
locale è indubbiamente un punto di forza per poter comprendere veramente
i bisogni e le necessità di un territorio. Non possiamo che ringraziarla
per l’opportunità che ci ha dato.
Andrea Ferrari
Marco Rossetti