Le interviste de "Il Rile" - Carlo Monguzzi
Intervista al Consigliere Regionale Carlo Monguzzi
Il blocco del traffico di questo inizio anno, dell’ultima domenica
di febbraio ed il precedente di fine anno, è inutile nasconderlo, hanno
penalizzato non poco i cittadini Muggianesi e non. Chi ha un’autovettura
senza marmitta catalitica era a piedi, gli altri potevano circolare solo a
giorni alterni secondo l’ormai nota procedura delle targhe pari - dispari.
L’automobile sembra diventata un grave problema di salute pubblica che
si aggiunge alle ormai croniche difficoltà legate ai parcheggi, al
rumore, ai rapporti sociali, al decoro della città e chi più
ne ha ne metta. Tuttavia la situazione sembra affrontata da dilettanti: ‘Non
si respira, quindi fermiamo le automobili in attesa del vento’ - sembra
questa la strategia. Per approfondire l’argomento e per valutare altri
progetti in cantiere siamo andati a fare due chiacchiere con il Consigliere
della Regione Lombardia, appartenente al gruppo dei Verdi - Carlo Monguzzi
- all’opposizione nel Consiglio Regionale e, pertanto, teoricamente
fecondo di proposte. Eccone il resoconto!
Alzi la mano chi sente parlare della Regione Lombardia al
di fuori del blocco delle autovetture o di qualche discorso del nostro governatore
Formigoni. Prendetela come una battuta ma è la realtà, è
questo il motivo per cui un giorno un gruppo di cittadini come noi decide
di entrare in questa ‘entità misteriosa’ per conoscere
quali siano le strategie per affrontare il problema inquinamento e traffico.
Venerdì 14 febbraio ci incontriamo con il Consigliere dei Verdi del
Sole che ride alla Regione Lombardia, Carlo Monguzzi. Qualcuno potrebbe obbiettare
che il giorno di San Valentino sarebbe stato più indicato per un incontro
galante, certo, ma per noi la mattinata (solo quella...) andava bene così
e quindi siamo andati decisi: via Filzi 29, proprio sotto il Pirellone ancora
sventrato dall’incidente aereo dello scorso anno. L’appuntamento
lo abbiamo concordato in brevissimo tempo dopo un vorticoso giro di telefonate
all’ultimo minuto e come giornalisti esperti ci infiliamo in tarda mattinata
nell’ufficio del Consigliere. Una stanza simpatica, forse un po’
angusta ma distinta, ci viene il dubbio che lo spazio sia direttamente proporzionale
al peso politico dello schieramento ma il dubbio scompare in breve. Monguzzi
arriva subito, ha un aspetto giovanile, tranquillo, l’aria informale
lo rende quasi uno di noi e subito partiamo con una serie di domande.
Consigliere, cosa dobbiamo aspettarci nel breve periodo di concreto da parte
della Regione Lombardia per affrontare il problema traffico - salute?
‘La parola concreto in Regione non esiste, tuttavia posso affermare
che le targhe alterne sono un valido strumento per la riduzione del traffico
e di conseguenza un miglioramento per la qualità della vita e del lavoro.
L’ultima settimana di blocco ha visto una riduzione del traffico del
18%’
Siamo d’accordo, alcuni di noi hanno effettivamente sfruttato il fatto
di avere autobus più veloci e scorrevoli grazie al traffico ridotto,
tuttavia il disagio è molto forte in particolare per chi, come noi,
abita in periferia.
‘Mi rendo conto che il disagio è forte ma il problema vero è
trovare un’alternativa. Tutti i governanti dicono ‘bisognerebbe
fare altro’ ma chi governa dovrebbe essere deciso a dire ‘io faccio
questo e quest’altro’. Manca un sistema di trasporti che permetta
di andare da un capo all’altro della città in tempi ragionevoli,
senza di questo tutte le misure sono un palliativo’.
Sì, ma se un cittadino di Muggiano doveva andare a Milano durante il
blocco, disponeva di un mezzo pubblico (l’autobus 63). Se lo stesso
avesse avuto necessità di andare a Settimo Milanese, ad esempio come
poteva fare?
‘Bisogna dividere il problema dei poveracci che devono utilizzare la
macchina per andare a lavorare e dell’efficacia del provvedimento. Se
si volesse restringere il provvedimento alla città di Milano non servirebbe
a nulla. Vale il principio meno macchine circolano meno inquinamento c’è.
Più deroghe ci sono meno funziona, il vero problema è dare un
mezzo pubblico a chi deve andare a lavorare’.
E i commercianti?
Questo è il vero ‘casino’ risolvibile con la massiccia
introduzione di furgoni elettrici. La Regione si sta muovendo per dare incentivi
per la conversione di mezzi di trasporto da gasolio o catalitico a metano
o elettrico. Non è vero che con le targhe alterne calano i consumi.
Bisogna comunque far capire ai commercianti che una volta che la gente è
abituata a non usare l’auto, non è che non consuma più
nulla deve solo cambiare le proprie abitudini.
Da molte parti giunge voce che i fondi destinati a questa riconversione vengano
presi da investimenti previsti per altre fonti d’energia pulita, ad
esempio il fotovoltaico.
Questo è un altro problema... i soldi sono quello che sono! Se la questione
salute è un’emergenza è corretto spendere i soldi in questo
contesto. Pensate... il riscaldamento del palazzo in cui siamo ora è
a gasolio: è una cosa inaccettabile. Che credibilità può
avere un’istituzione che chiede ai cittadini di cambiare le cose quando
poi essa stessa non agisce. Abbiamo proposto di rivestire il Pirellone con
pannelli solari per diminuire il consumo di gasolio. Formigoni si lancia,
dice di voler cambiare tutto poi non ha le truppe dietro. Come un carro armato
senza la benzina. Ci sono tante cose che si potrebbero fare ma per pigrizia,
inattività, insipienza politica non si fanno.
In periferia abbiamo quasi la situazione di avere il ‘diritto alla mobilità’
negato. Qual’è la strada pratica del futuro.
La soluzione non è non fare le targhe alterne perché voi di
Muggiano non vi potete muovere, il problema è consentire a voi di muovervi.
E’ la scommessa dei prossimi anni, continueremo con le targhe alterne
anche se hanno un effetto ridotto con un alto tasso di inquinamento. Bisogna
bloccare tutte le auto quando i valori dell’inquinamento sono alti e
prevedere una programmazione dei fermi con periodi già prefissati di
targhe alterne che impediscano all’inquinamento di alzarsi e permettano
al cittadino che lavora di organizzarsi. Un’altra possibilità
è migliorare la qualità del combustibile, destinare le strade
al mezzo pubblico in quanto non ci sono più spazi per le corsie preferenziali.
In particolare per le strade extraurbane, quelle che interessano a voi, destinare
una corsia libera al mezzo pubblico. La gente sarebbe costretta ed invogliata
ad utilizzarlo vedendo che l’autobus sfreccia a fianco della propria
auto incolonnata. Il problema è che non si vede iniziare nulla di quanto
possibile, anzi aumentano i prezzi dei mezzi di trasporto pubblici.
La società moderna è caratterizzata da un certo dinamismo in
apparenza incompatibile con gli interventi proposti.
Fuori dubbio, nessun ambientalista con un po’ di cervello vorrebbe bloccare
o fermare il dinamismo o la voglia di vivere e lavorare. Mobilità sinonimo
di libertà anche se sta diventando libertà d’ingorgo e
d’inquinamento. Ma c’è un prezzo da pagare.
Come potrebbe essere un esempio di programmazione?
Da ottobre a febbraio 3 giorni alla settimana studiati e un pacchetto di misure
con tutti i casi possibili di deroghe. In Emilia Romagna nelle città
altre 50.000 abitanti il giovedì e la domenica non circolano le auto
non catalitiche con in più le targhe alterne. Divieti accettabili e
politica di incentivi, un binomio perfetto.
Cambiando orari per esempio dalle 9 del mattino alle 18.00, si potrebbe ridurre
il disagio?
E’ proprio l’opposto di quello che bisogna fare in quanto in questo
modo non si blocca l’inquinamento ma si avrebbero dei picchi in alcune
ore con un accumulo delle sostanze inquinati.
In merito ai costi di assicurazione nel periodo di fermo, è giusto
pagare per qualcosa che non si può usare?
L’obbiettivo sarebbe quello di avere un sistema di costo proporzionale
all’effettivo utilizzo dell’automobile. E’ un diritto del
cittadino ma bisogna sempre tener presente il bisogno principale, in questo
caso la salute.
Due parole su altri argomenti: le antenne. A Muggiano abbiamo subito, è
proprio il caso di dirlo, la posa di alcune antenne prospicienti nuove abitazioni.
Lei nel febbraio dello scorso anno si era fatto promotore di una mozione per
il divieto di costruire antenne al di sotto di 75 metri da scuole, oratori
ed altri luoghi pubblici. Ora la situazione è superata in quanto è
stata tolta alle Regioni ed ai Comuni la competenza nel settore delle antenne
con l’ormai famoso DPR 198 del settembre 2002. Come viene affrontata
questa situazione in Regione?
‘Questa è una domanda che mi viene rivolta non meno di 8 volte
al giorno...Noi eravamo riusciti ad inserire nella normativa regionale la
questione dei 75 metri, poi la maggioranza ha fatto un emendamento in cui
la faccenda dei 75 metri era applicata dal 1 gennaio 2003, con valore retroattivo.
Nel frattempo il governo ha introdotto il decreto cui avete accennato che
ha superato tutti.
Comunque la legge regionale non valeva per semplici abitazioni. Muggiano era
quindi fuori.
E’ impossibile che non ci sia un campo giochi, un oratorio o qualche
altra attività sociale nel raggio di....
...a Muggiano è possibile!
...La legge regionale comunque è stata impugnata dal Governo davanti
alla Corte Costituzionale ma è ormai superata dal decreto Gasparri.
Altre regioni stanno ricorrendo contro il decreto ma al momento non abbiamo
notizie in merito. Le antenne, secondo il decreto, sono compatibili con qualsiasi
destinazione urbanistica e sono realizzabili in ogni parte del territorio
comunale anche in deroga agli strumenti urbanist b " Q@@pa b da!$O daT. @@ ed A/ rT@Pr Dh lDELE <@: cD!h hh` " @jo aL M "! l e- aI@h "b> D&